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L’utopia, il dramma e la risata non sono necessariamente iscritti nel curriculum dell’arte. Fanno parte dell’universo reale e spesso diventano un panegirico virtuale. Tutto viene registrato nell’encomio della società contemporanea obesa di ricchezza, fabbrica della povertà, cantiere della malavita e contenitori e di spregevoli concetti. Il mondo è sovraccarico di nefandezze, sintomo di un governo malato e causa di squilibri globali. Il 2% della popolazione adulta del mondo possiede oltre la metà di tutta la ricchezza mondiale: è quanto risulta da uno studio condotto dal World Institute for Development Economics Research delle Nazioni Unite che ha sede a Helsinki. La miseria e la mediocrità economica sono le geografie della sopravvivenza.
La pittura parla al genere umano, se l’arte non ci fosse la vita sarebbe un errore. La pittura mi conduce dove le parole non reggono, e mi salvaguarda dalle prigioni dell’ego affollate dai sopravvissuti della boria.
Chi ascolta la poesia e la musica della vita, chi dipinge il concerto dei sensi è sempre stato in minoranza rispetto a chi ha giocato al monopoli della furbizia e all’apologia dell’ignoranza. Una quantità di passi mi hanno condotto dove una massa di pensieri hanno allestito il mio magazzino della memoria, e mi accorgo che il passo del tempo si accorcia. DISEGNISOLIDALI mostra immagini di amore e seduzione, vita e morte, paesaggi e passaggi.
Non tutto è dovuto, niente è scontato e spesso, per vizio, tutto è paragonato a qualcuno o a qualcosa in modo giudicante, impedendo l’accesso alla fantasia che come una regina dell’inconscio mai sarà spenta.
La civica facoltà di discernere il bene dal male ed il limite dell'orizzonte, mi raddrizza la linea della giornata. Nell’arte c'è qualcosa che mi rassicura e che mi tormenta. Un'opera d'arte scuote l’intimità e adagia dubbi sulla capacità dello sguardo di appagare l’identità “dell’estremo io”. Le fiamme “dell'inferno del paradiso perduto” minacciano e incombono da sempre sull’essere umano e ne alimentano la sua violenza. I passaggi “di nature morte” in un oceano virtuale predispongono territori incolti e acerbi... Segni e colori, spazi e frammenti invitano a rappresentazioni in costume di intimi momenti a contatto con l’estro creativo.
La sicurezza del vago e l’indefinita certezza del sapere vagano tra le giurisdizioni della noia in situazioni urbane e davanti a romantici tramonti dove ci si può perdere e ritrovare.... La ricerca dell’ordine ed il fascino del caos sono due punti nevralgici in cui mi imbatto da sempre. Cerco regole e canoni per salvaguardare il soffio vitale ma mi perdo spesso nel reale funzionamento del mondo. Mi stupisce l’impossibile stravaganza di un'armonia improbabile e la consapevolezza di essere ostaggio del vago, indistinto, approssimato, presunto sentimento di essere uno dei tanti testimoni del degrado collettivo.
La vita offre spunti inesauribili su cui dibattere, riflettere e creare. Probabilmente non si dipinge mai se stessi, non si dipingono autoritratti dell’anima, però come se lo si facesse senza sosta. Si entra in racconti di vite vissute in situazioni che molti non conoscono e di situazioni che non sono ”normali”. Si rubano estratti di vite altrui e che non appartengono alla propria intimità e si regalano immagini che non si credeva conoscere. L'arte è un'attività appagante ma difficilmente rende felici.... però è talmente salutare che fa vivere intensamente.
Perciò i partecipanti all’esposizione DISEGNISOLIDALI 2013 hanno aderito all’idea della solidarietà e hanno creato (oltre al proprio lavoro individuale) un’opera 30x30 che sarà messa in vendita a 150.- franchi a favore di ABBA.
Nando Snozzi
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